Posto una cosa interessante sul tema dello spazio virtuale così coem lo troviamo in un formato interessante su second life.

Si tratta di conferenze che si tengono direttamente su second life da studiosi abbastanza importanti della materia:

E’ sempre difficile spiegare in due parole qualcosa che per definizione interseca canoni, ambienti e linguaggi diversi.
unAcademy, o Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale, è un lugo metaforico ma anche un luogo fisico, un loft postindustriale nella fisica del mondo di Second Life, attrezzato con aule, sala conferenze e spazi allestiti per esperimenti di didattica e di riflessione.
E’ un blog, aperto, su cui far confluire temi e percorsi di ricerca.
E’ un sito che interfaccia funzioni di organizzazione (calendario degli eventi, iscrizioni) con questo blog e con Second Life.
Se prosegui con la lettura, proveremo a creare insieme una comprensione parziale di quello che stiamo facendo. Parziale, perchè unAcademy è un progetto del tutto aperto in cui anche tu puoi aggiungere pezzi. O idee. O solo interesse.

2  Academy mi fa pensare all’Università. Mi spieghi bene?

L’università è innanzitutto una metafora che ci aiuta a rendere comprensibile quello che stiamo facendo. Tutti possediamo il concetto di “università” e tutti riusciamo intuitivamente a muoverci negli “spazi” di una università. Tutti, poi, conosciamo le regole sociali e di comportamento all’interno di una università. Come conosciamo il tipo di attività che all’interno delle università -storicamente- si svolgono.
Il prefisso “un” di unAcademy (che in inglese indica una negazione) noi lo interpretiamo con un valore di apertura, infatti il nome italiano è più chiaro: Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale. Una delle tante idee di fondo del progetto è quella di avvicinare percorsi di ricerca tradizionale accademica e percorsi di ricerca individuali o di gruppi. Immaginiamo unAcademy come uno spazio di confronto e condivisione di conoscenza, senza barriere di accesso se non quelle imposte dalla grammatica dei canali disponibili e dalla fallibilità umana. L’obiettivo non è creare un’apertura totale, ma un’apertura sostenibile. Sostenibile anche dall’impegno di tutti quelli che ci stiamo lavorando.
Che è un impegno volontario e non retribuito, necessariamente non full time.

il link di riferimento per chi vuole dare un’occhiata (ci sarà una conferenza di De Kerckhove) è:

http://blogosphere.typepad.com/blog/2008/04/derrick-de-kerc.html