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Provate per un attimo a guardare dove mettete i piedi e scoprirete mille e più segni, tracce lasciate da qualcuno mille anni fa o appena l’altro ieri. Ecologica, questa land art in miniatura prende da dove altri hanno abbandonato. Ha un tratto leggero quando sceglie il foglio e posa i suoi appunti sulle sedie, li regala a chi passa, come fosse un sorriso. È leggera come i suoi aquiloni progettati per volare basso, per correre a perdifiato. O se vuoi può essere la trama di una sciarpa che solo un gigante può indossare, il gioco lungo un giorno a costruire e disfare solo per il gusto di riprendere tutto, di invitare a fermarsi solo cinque minuti. Non è solitaria ma si lascia influenzare, coinvolge, è collettiva in qualche modo. È tante cose ma solo al Knos poteva nascere, perché a questo posto è dedicata. Immaginarla vista dall’alto è pensare alle costellazioni, alle galassie, da vicino è un immaginario che distrae, si ingarbuglia e alla fine trova forma, un piccolo mondo dove muoversi in punta di piedi. Il materiale è lo spunto, il suo nuovo contesto l’opera, il tutto è il racconto di giorni trascorsi a cambiare continuazione punto di vista, la scoperta. Ecco che l’idea, fissata su quaderni per non scappare cacciata dai nuovi sogni, scopre la sua terza dimensione. Chi ha detto che l’arte non possa essere una grande stanza dei giochi? Per chi non vuole dimenticare di essere anche un bambino. (dal 23 febbraio C/O Manifatture Knos, Lecce)