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Se avete voglia di fare un giro in sei metropoli al limite dell’umano guardatevi questi documentari di Francesco Conversano e Nene Griffagnini andati in onda ultimamente su Rai Tre.

Buona visione

Viva l’ozio, viva la rivoluzione!

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guardate qui

e qui

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Provate per un attimo a guardare dove mettete i piedi e scoprirete mille e più segni, tracce lasciate da qualcuno mille anni fa o appena l’altro ieri. Ecologica, questa land art in miniatura prende da dove altri hanno abbandonato. Ha un tratto leggero quando sceglie il foglio e posa i suoi appunti sulle sedie, li regala a chi passa, come fosse un sorriso. È leggera come i suoi aquiloni progettati per volare basso, per correre a perdifiato. O se vuoi può essere la trama di una sciarpa che solo un gigante può indossare, il gioco lungo un giorno a costruire e disfare solo per il gusto di riprendere tutto, di invitare a fermarsi solo cinque minuti. Non è solitaria ma si lascia influenzare, coinvolge, è collettiva in qualche modo. È tante cose ma solo al Knos poteva nascere, perché a questo posto è dedicata. Immaginarla vista dall’alto è pensare alle costellazioni, alle galassie, da vicino è un immaginario che distrae, si ingarbuglia e alla fine trova forma, un piccolo mondo dove muoversi in punta di piedi. Il materiale è lo spunto, il suo nuovo contesto l’opera, il tutto è il racconto di giorni trascorsi a cambiare continuazione punto di vista, la scoperta. Ecco che l’idea, fissata su quaderni per non scappare cacciata dai nuovi sogni, scopre la sua terza dimensione. Chi ha detto che l’arte non possa essere una grande stanza dei giochi? Per chi non vuole dimenticare di essere anche un bambino. (dal 23 febbraio C/O Manifatture Knos, Lecce)

Il cardinale Ruini continua a organizzare la vendetta del Vaticano contro l’Italia laica che ha impedito l’annessione della libera università statale la Sapienza di Roma alla marea clericale: non sono state ritenute sufficienti le scuse del Presidente della Repubblica e le servili dichiarazioni del Rettore della Sapienza, dell’ex Ministro Mussi e del Sindaco di Roma e segretario del PD Veltroni, né hanno placato la rabbia di Ruini gli articoli di tanti pennivendoli della stampa italiana di elogio di un discorso spacciato per una summa di elevato sapere. Non è bastata l’indegna gazzarra bipartisan di gran parte della Camera dei deputati, le richieste di licenziamento dei docenti laici, l’esclusione degli studenti laici dall’inaugurazione dell’anno accademico, le ingiurie volgari e volgarissime rivolte al fiore della fisica italiana. La chiesa vuole mostrare i suoi muscoli, far capire che lo Stato si deve soltanto sottomettere e che le sue leggi debbono ricevere l’imprimatur della Cei e del collegio cardinalizio di vigilanza. Sembra che non tutta la chiesa sia convinta della giustezza di questa linea di rude scontro. Ma quanti dentro la stessa gerarchia della chiesa e dentro la grande comunità dei cattolici vorrebbero esprimere protesta contro il fondamentalismo di Ruini vengono scoraggiati dalla pecorile acquiescenza di tanti esponenti di quella che era la sinistra italiana, che probabilmente la prossima domenica “delle palme” saranno in Piazza San Pietro, nell’artiglio disegnato dal colonnato, con il capo cosparso di cenere, magari a piedi nudi come Enrico IV a Canossa. Spero di non vedere in piazza San Pietro Veltroni e Mussi e gli esponenti della sinistra. Dopo l’Angelus avremo un’Italia che assomiglierà sempre di più all’Iran ed agli Stati teocratici. Naturalmente, il braccio di ferro di Ruini dovrà fruttare tanti ulteriori privilegi alla chiesa che già succhia da tutti i livelli della pubblica amministrazione. Ma il premio più ambito non sarà la cancellazione dei pacs (già incassata) ma lo svuotamento della 194 ed ulteriori privilegi alla scuola cattolica e la colonizzazione della scuola statale.images1.jpegimages1.jpeg

Wu Ming sull’italietta

LIBERARSI DELLA MENTALITÀ DEL GHETTO

L’Italia è un ghetto, gated community, galera della mente. Negli sguardi il mondo è assente. Provincialismo, campanilismo, familismo, visioni sempre più anguste. Le lingue inciampano sugli idiomi forestieri, i media ufficiali alzano muri, presidiano i confini, fanno entrare in prevalenza fesserie, propaganda, mode effimere e gossip. Dentro, poi, è una nube perenne di gas, “l’onorevole ha dichiarato… il senatore ha detto… la coalizione… le riforme…”. Non-eventi, commenti sui commenti, dibattiti dementi. La Rete permette di comunicare col mondo, ma nessuno insegna a usarla al meglio, in modo conscio e responsabile, e anche lì si formano ghetti, énclaves, circuiti di celle di clausura in cui s’amplifica il provincialismo.

Tra gli italiani che vanno all’estero, molti transumano in ulteriori ghetti, villaggi-vacanze, luoghi plasticosi dove si spaparanzano, senza mai conoscere nulla della società che sta intorno, finché attentati o guerre civili non fanno irrompere l’odiata realtà, e allora l’anno prossimo si cambierà destinazione, si troverà una nuova bolla in cui parlare solo italiano, tra italiani, e lamentarsi di come vanno le cose là a casa, inveire contro i negri, gli zingari, i Comuni che lasciano costruire le moschee.
Tra quelli messi peggio c’è persino chi finge di andare in vacanza, saluta i vicini e si chiude in casa, finestre sprangate, scorta di viveri, due-tre settimane modello bunker, poi “torna” con racconti di fantasia.
“Vacanze-talpa”, le chiamano. Metafora perfetta, in un paese di politica da talpe, informazione per talpe, incontri tra talpe, vite da talpe.[...]

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Cari compagni dai campi e dalle officine,

in questi giorni ho fatto un po’ di prove con il blog, e mi sembra che sia un grande strumento.

Adesso direi che possiamo cominciare a far girare qualche idea interessante. Innanzitutto c’è da scrivere un piccolo testo da inserire nel sito che spieghi il progetto redazione. E’ importante fare passi in avanti e, una volta rodato lo strumento del blog interknos, cominciare ad aprirsi all’esterno. Sarebbe interessante cominciare a formare una “comunità” di lettori ideali e il blog mi sembra un ottimo strumento per mostrare il processo di gestazione della rivista e per individuare eventuali collaboratori e corrispondenti.

Scrivete, quindi, anche cacatelle, in questo momento è importante buttare fuori e provare a mettere qualche testo nelle nostre rubriche, per vedere come funziona il tutto.

Bella,

M

BIOGRAFIA DI HORST FANTAZZINI

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horst a 18 anni
Horst a 18 anni

Nacque ad Altenkessel (regione della Saar, Germania, al confine con la Francia) il 4 marzo 1939, da Alfonso “Libero” Fantazzini, partigiano anarchico bolognese, muratore; e Bertha Heinz, operaia.
Horst significa “rifugio”: questo nome fu scelto dal padre, rifugiato politico.
Libero riuscì ad occuparsi a malapena della sua famiglia, costretto in una condizione di eterno latitante, rapinatore per finanziare la resistenza, era ricercato dalle polizie fasciste di mezza Europa, Gestapo compresa.
La sorella maggiore di Horst, Pauline, fu spedita a Bologna dai parenti prima della fine della guerra.
Bertha cercò di sopravvivere e di mantenere il piccolo Horst lavorando al mercato ortofrutticolo di giorno e cucendo borsellini di notte.
Trascorse i primi anni della sua vita sotto i bombardamenti, nel 1945 il suo ritorno in Italia e il ricongiungimento con il resto della famiglia. Bologna era distrutta. Questa esperienza devastante lo segnerà per tutta la vita.
Tentò un riscatto nel pugilato, e nel ciclismo che praticò con ottimi risultati, vincendo gare regionali.
Era anche un brillante studente, amante della lettura, con ottimi voti nelle materie umanistiche e in disegno.
A causa delle condizioni economiche non agiate della famiglia, sovrapponendo studi e lavoro venne assunto fin dal compimento di 14 anni, come fattorino, operaio, impiegato. Ma la misera paga e le condizioni umilianti di lavoro, lo indussero ad abbandonare la vita del salariato per altre ambizioni. Prima del “grande salto” compì una serie di furtarelli di biciclette e moto, poi automobili. Fu fatalmente attratto dalla vicenda della Banda Bonnot.[...]

Per continuare a leggere:  http://www.horstfantazzini.net/biografia.htm

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